Il modello dell’email di benvenuto, e il minuto in cui si decide se ti leggeranno
Si chiama Il minuto dell’iscrizione. Sessanta secondi adesso per vedere cosa succede nel tuo, e un foglio da duplicare con il modello, la mappa delle tue porte d’ingresso e il contesto da dare all’AI.
Te lo mando per email, e non c’è niente da scaricare.
Dove te lo mando?
I sessanta secondi cominciano dentro l’email che ti arriva
Non è un file da mettere in una cartella e dimenticare. La prima cosa che ricevi sono tre passi da fare subito, mentre sei ancora davanti allo schermo.
Conta le porte d’ingresso che hai davvero: ogni form, ogni freebie, ogni link in bio. Di solito sono più di quante te ne ricordi.
Prendi quella che usi di più e scrivi in una frase cosa deve ottenere l’email che parte da lì. Non «fare buona impressione». Una cosa sola.
Apri quell’email e leggi solo il footer. Dice la stessa cosa del primo paragrafo, o un’altra?
Se il punto 3 ti dà due risposte diverse, hai appena trovato il tuo errore. Succede quasi sempre, ed è successo anche a me.
E poi il foglio, che si duplica e resta tuo
Tre porte vere già compilate, e poi le tue. Con la regola che non trovi scritta da nessuna parte: chi entra da più porte riceve il benvenuto una volta sola.
Le quattro verifiche da fare, con lo spazio per l’esito e la data. Dieci minuti in tutto, una passata per ogni porta.
L’email di benvenuto riga per riga, da adattare. E accanto quella che non devi scrivere.
Il blocco da incollare prima di ogni richiesta all’AI. Si compila una volta e vale per tutte le email che scriverai.
Risposte e clic per primi. E le aperture da segnare adesso, prima del 29 ottobre 2026.
I tre passi, con lo spazio per scriverci dentro le risposte. È la prima pagina apposta.

Cosa non ci trovi
Non ci trovi trenta modelli. Ce n’è uno, e accanto c’è l’email che ricevono tutti e che nessuno finisce di leggere:
Quattro richieste tue e zero cose per chi legge, dentro il primo messaggio che riceve da te. Vederla scritta serve più di dieci modelli buoni.
Chi te lo manda
Ciao, sono Martina.
Ho aperto il mio primo blog nel 2010, ho costruito un’accademia di blogging e l’ho chiusa con le mie mani. Quando sono tornata a rimontare tutto ho ritrovato gli stessi punti che si inceppano sempre, e l’email di benvenuto è uno di quelli.
La riga sbagliata nel footer di cui parlo qui sopra l’ho trovata nella mia, il 21 agosto, mentre scrivevo l’articolo sull’email di benvenuto. Non te lo racconto da fuori.
Blogger e content creator
Otto anni a scrivere, pubblicare, provare e sbagliare online. Qui mi sono sporcata le mani e ho capito come funziona davvero, sul campo.
La formazione
Due anni a studiare digital marketing sul serio: dare un metodo a quello che fino a lì avevo imparato a istinto.
L’accademia
Due anni di accademia di blogging, ottanta articoli, una community attiva, decine di studenti. Tutto strutturato, tutto funzionante.
La chiusura
Quattro anni offline, per scelta e non per fallimento. Quel sistema dipendeva dalla mia presenza, e quando mi sono fermata l’ho chiuso io.
La ricostruzione
Un sistema nuovo che non ha bisogno che io ci sia sempre. Rimontato in un mese, con le ore che avanzavano da otto in ufficio e due ragazzi in casa.
Il minuto dell’iscrizione
Dimmi dove mandartelo. Arriva subito, e la prima cosa che leggi è il primo dei tre passi.