Ti scrivono solo quelle che ti conoscono già? Qui ci sono le domande frequenti sul profilo Instagram che mi fate in DM: bio, campo nome, prezzo, Linktree ed evidenze, con le risposte corte.
Questo articolo l’avevo scritto nel 2021, e rispondeva alle domande frequenti che mi arrivavano allora su Instagram. Erano tutte la stessa domanda detta in modi diversi: come faccio ad avere più follower? E io rispondevo con gli hashtag giusti e con l’elenco di chi seguire.
L’ho riletto quest’anno e ci ho trovato un buco. Parlava solo di come far arrivare le persone, e mai di cosa trovano quando arrivano: la bio, il prezzo, le evidenze, dove porta il link. Che è proprio il punto dove oggi si fermano quasi tutte.
Le domande infatti sono cambiate. A settembre più di trenta donne mi hanno chiesto uno sguardo al loro profilo, e in quelle conversazioni tornavano sempre le stesse. Le ho raccolte qui con parole mie, perchè quei messaggi erano privati. Il quadro intero, con i quattro punti dove si ferma chi arriva, sta in perchè il profilo Instagram non porta clienti.
TL;DL
- La bio parla del problema di chi arriva, con le parole con cui te lo racconterebbe lei.
- Il campo nome è la parola con cui ti cercano, ed è diverso dalla bio.
- Il prezzo scritto, o almeno da quanto si parte, fa scrivere chi altrimenti starebbe zitta.
- Linktree va bene per cominciare, se porta a cose tue. Le evidenze si ordinano per domande, e le storie dei mesi vanno dopo.
La bio e il campo nome
Cosa scrivo nella bio?
Nella prima riga, il problema di chi arriva detto con le sue parole. La tua materia viene dopo. Chi ti trova ha in testa la cosa che la tiene sveglia la sera, e “percorsi di benessere” o “consulenze personalizzate” non le dicono che sei tu quella da cercare.
Le parole giuste le hai già. Riapri i primi messaggi delle clienti che hai e guarda come ti raccontavano cosa avevano. Quella frase, quasi uguale, è la tua prima riga. Poi cosa fai, per chi, e una cosa sola da fare adesso. Scrivila stasera, anche se non ti convince del tutto. Io con poche ore a settimana e un lavoro a tempo pieno mi tengo stretto il mio motto: fatto è meglio che perfetto. Una bio si cambia in un minuto.
Il campo nome cos’è, e cosa ci metto?
È la riga in grassetto sopra la bio, ed è quella che la ricerca interna di Instagram legge quando qualcuno scrive una parola nella lente. Nel campo nome va la parola con cui ti cercano: il tuo mestiere, o il problema che risolvi, scritto come lo scriverebbe chi non ti conosce.
Io il mio l’ho tenuto sbagliato per mesi. Se ti consola, è la riga che si sbaglia di più: sembra un dettaglio, e fa da insegna.

Il prezzo e i messaggi
Devo scrivere il prezzo?
Sì, o almeno da quanto si parte. Senza prezzo ti scrive solo chi ha già deciso. Con il prezzo scritto ti scrive anche chi stava solo guardando, ed è la persona che adesso perdi senza saperlo, perchè chi non scrive non lascia traccia.
Chiedere quanto costa a una sconosciuta mette in imbarazzo. Il prezzo scritto toglie l’imbarazzo a lei e il lavoro a te: niente più messaggio lungo da riscrivere ogni volta.
E se preferisco che mi scrivano?
Va bene, se il tuo lavoro è su misura e il preventivo cambia davvero da persona a persona. Anche lì, però, scrivi cosa succede dopo il messaggio: “scrivimi e ti mando il listino con i tempi” dice molto più di “info in DM”. La differenza fra un messaggio e un posto dove guardare da sola l’ho raccontata per esteso in attrarre clienti con il sito web.

Non sai da quale di queste partire?
Il test gratuito parte dalla frase che ti sei detta tu. Sei domande, due minuti, e il risultato lo vedi subito: dove si ferma chi ti trova, e cosa guardare per primo.
Linktree e le evidenze
Linktree va bene?
Per cominciare sì, se i link portano a cose tue: la prenotazione, l’iscrizione alla tua lista. Smette di bastare quando chi arriva deve prima capire, perchè Linktree è un elenco di pulsanti e da solo non spiega niente. E se i pulsanti portano alla cassa di una piattaforma, chi compra diventa cliente della piattaforma.
Come ordino le evidenze?
Per domande. Chi arriva vuole sapere cosa fai, quanto costa, come si compra, cosa dicono di te. Quattro evidenze con quei nomi bastano per cominciare. Le storie dei mesi possono restare, spostate dopo, per chi ha voglia di sfogliare.
Ordinarle per mese è la cosa più naturale del mondo, e lo fanno quasi tutte, perchè nessuno lo spiega.
La domanda che non mi fate più
“Come faccio a crescere?” era la domanda del 2021. Oggi, prima di rispondere, guarderei dove si ferma chi arriva già: se le persone entrano e se ne vanno, più persone vuol dire più persone che se ne vanno.
Se invece sul tuo profilo non passa ancora nessuno, allora sì, il lavoro è farti trovare, e l’ho spiegato in come ottimizzare il profilo Instagram quando pubblichi tanto e non ti trova nessuno.
Hai già sistemato la bio e non è cambiato niente?
Di solito vuol dire che hai lavorato su un punto e il problema stava in un altro. Il Findable Check è una diagnosi che fai da sola: mezz’ora di lettura e venti minuti di compilazione. Alla fine hai una riga scritta da te che dice quale pezzo non gira, e da dove ripartire. 47 euro, una volta sola.