Sito web o blog o social media: cosa ti serve prima, se vendi un servizio tuo

Sito web o blog o social media: cosa ti serve, e in che ordine, se vendi un servizio tuo e hai poche ore a settimana.

Questo articolo l’ho scritto la prima volta il 7 marzo 2021, in piena pandemia, quando sembrava che tutte stessero aprendo un profilo nello stesso momento. La domanda era la stessa di oggi: sito web, blog o social? E la mia risposta era: non scegliere, usali insieme.

Riletta adesso, era giusta a metà. Mancavano due cose. Chiamavo il sito vetrina «un biglietto da visita digitale da mostrare ai clienti già acquisiti», come se fosse la scelta di ripiego, e per chi lavora col passaparola è proprio la prima cosa che serve. E dicevo di portare gente dai social al blog senza dire cosa trova quando arriva.

Qui sotto la versione di oggi, scritta per te che hai un mestiere, delle clienti che arrivano da chi ti conosce, e tre o quattro ore la sera. Se vuoi prima vedere cosa trova chi ti cerca, in cosa trova chi ti cerca fuori da Instagram c’è la prova da un minuto.

TL;DL

  • I social ti fanno scoprire, il sito dice chi sei e come si comincia, il blog risponde a chi cerca, la lista ti fa ritrovare chi è passata.
  • Il sito vetrina, anche di una pagina sola, è la prima cosa che cerca chi ha sentito parlare di te.
  • Blog e social insieme resta giusto: i social portano, il blog tiene.
  • Chi arriva dal profilo deve trovare un modo per lasciarti la mail, se no passa e basta.
  • Con poche ore l’ordine conta: prima la pagina, poi la mail, poi un articolo al mese. I social li tieni, e li fai puntare alla pagina.

Sito web o blog o social: cosa fa ognuno, detto semplice

Nel 2021 li mettevo in fila come tre strumenti da confrontare, e la domanda era quale fosse il migliore. Oggi li guardo come pezzi della stessa strada, quella che fa chi ti trova e poi ti sceglie. Ognuno fa un lavoro diverso, e nessuno fa quello degli altri.

I social

Ti fanno scoprire. Una persona che non ti conosceva vede un tuo post, o il reel che le ha girato un’amica, e per la prima volta sa che esisti. È il loro lavoro, e lo fanno bene. Quello che vede però è il contenuto di oggi, e fra una settimana c’è sopra un altro contenuto.

Il sito

Dice chi sei, cosa fai, per chi e come si comincia. Sono pagine che cambiano poco, e proprio per questo tengono: la pagina che hai scritto a marzo a ottobre è ancora lì, uguale, in cima. Può essere anche una pagina sola.

Il blog

È la parte del sito che cresce. Ogni articolo risponde a una domanda che le tue clienti ti fanno, e resta lì a rispondere anche a chi arriva fra un anno. Si fa trovare da chi cerca quella domanda su Google, e fa capire come lavori a chi ti sta già valutando.

C’è poi un quarto pezzo, che nel titolo del 2021 non c’era: la lista. È il modulo dove chi passa ti lascia la mail, così la ritrovi quando è pronta. Ci torniamo fra poco.

Cosa fa ognuno dei quattro pezzi: i social ti fanno scoprire, il sito dice chi sei e come si comincia, il blog risponde a chi cerca, la lista ti fa ritrovare chi è passata
Nel 2021 erano tre strumenti da confrontare. Oggi sono quattro pezzi della stessa strada.

Il sito vetrina, che nel 2021 sottovalutavo

Nel 2021 scrivevo che un sito vetrina era perfetto «se non vuoi sfruttare le potenzialità del Web per essere scoperto da nuovi potenziali clienti». Come dire: va bene, ma è la versione piccola.

Oggi la penso al contrario. Se le tue clienti arrivano dal passaparola, succede questo: una di loro parla di te a un’amica, e l’amica ti cerca su Google. Quello che le serve è proprio il biglietto da visita: una pagina con il tuo nome, cosa fai, per chi, e come si comincia. Scoprirti l’ha già fatto l’amica: a lei serve riconoscerti.

Una pagina basta per cominciare

Un sito da dieci pagine con l’animazione in apertura può aspettare. Per cominciare basta una pagina tua, a un indirizzo tuo, scritta con le parole delle tue clienti. Le altre pagine arrivano quando ti servono, non prima.

Se vuoi costruirla da sola, ho messo in fila le quattro cose da decidere prima di aprire un sito, e il perchè di tutto il resto sta in attrarre clienti con il sito web.

Il sito vetrina nel 2021, descritto come biglietto da visita per i clienti già acquisiti, e oggi, come la prima cosa che trova chi ha sentito parlare di te
Chi ti cerca dopo un passaparola ti ha già scoperta: adesso le serve riconoscerti.

Blog e social insieme: la parte che era giusta

Nel 2021, in quel capitolo, scrivevo: «se la piattaforma è altrui, come i Social Media, il prodotto siamo noi». Questa frase la tengo per intero. Il profilo ti fa scoprire dentro un posto che ha regole sue, e quelle regole le cambia quando vuole.

Il blog l’ho aperto nel 2010, e l’idea che regge tutto il resto mi è arrivata nel 2018: i social sono casa di qualcun altro, il blog è casa tua. Instagram è la porta. Dalla porta si entra, e in casa si resta.

Come si parlano

Il social porta, il blog tiene. Un carosello che piace diventa un articolo che si trova su Google, e un articolo diventa tre storie con il link: i passaggi stanno in pubblicizzare un blog su Instagram. Non devi scrivere tutto due volte: lo stesso pensiero si dice in due posti, con due misure diverse.

Se ti sembra di non avere le ore per tutti e due, in come limitare l’uso dei social senza perdere clienti trovi dove mettere le ore che togli a Instagram.

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Dove si ferma chi arriva da te?

Sei domande, due minuti. Parti dalla frase che ti sei detta tu, e scopri in quale punto chi ti trova si ferma. Il risultato te lo mando per email.

Cosa trova chi arriva: il pezzo che mancava

Nel 2021 scrivevo che portare il traffico dei social sul blog «è un ottimo modo per aumentare traffico». Era vero, e si fermava al traffico. Chi arriva dal profilo al blog legge, magari le piace, e poi chiude la pagina. Fra un mese non si ricorda più come ti chiami.

Il pezzo che mancava è il modo per lasciarti la mail: un modulo, di solito con un regalo piccolo e utile sullo stesso tema. Chi ti trova oggi non sempre è pronta oggi, e con la mail la ritrovi tu quando lo è.

Una mail vale più di un follower

Un follower lo raggiungi finchè la piattaforma ti fa vedere. Una mail la raggiungi tu, quando decidi, con le tue parole. Quante ne servono per vendere qualcosa, con i numeri veri, l’ho scritto in quante iscritte servono davvero, e i passaggi per cominciare li trovi in come creare una mailing list.

In che ordine, se hai poche ore

Resta la domanda che nel 2021 lasciavo aperta: da cosa comincio? Se hai tre o quattro ore la sera, l’ordine conta più della scelta.

Vengo da più di quindici anni di danza classica, e alla sbarra non si comincia dal salto. Si comincia dai plié, ogni giorno, e l’ordine non si salta, perchè senza il pezzo prima il pezzo dopo non regge. Con la casa online è la stessa cosa.

I quattro passi

  • Prima la pagina: chi sei, cosa fai, per chi, come si comincia. È quello che cerca chi ha sentito parlare di te.
  • Poi il modulo per la mail, con un regalo piccolo sullo stesso tema del tuo lavoro.
  • Poi il blog, un articolo al mese che risponde a una domanda vera. Come si scrive, te l’ho messo in come scrivere un articolo per blog.
  • I social li tieni come fai adesso, e li fai puntare alla pagina: il link in bio porta lì.

Perchè in quest’ordine? Perchè ogni passo lavora per quello dopo. Portare gente da Instagram verso una pagina che non c’è ancora vuol dire mandarla in una stanza vuota.

I quattro passi in ordine con poche ore a settimana: prima una pagina tua, poi il modulo per la mail, poi un articolo al mese, e i social che puntano alla pagina
Ogni passo lavora per quello dopo. Portare gente verso una pagina che non c’è ancora vuol dire mandarla in una stanza vuota.

Sito web o blog: la differenza, e cosa aspettarti

Il sito sono le pagine che cambiano poco: chi sei, cosa fai, contatti. Il blog sono gli articoli, con una data, che si aggiungono nel tempo. Quasi sempre stanno sullo stesso indirizzo: il blog è una sezione del sito, e non serve sceglierne uno.

Il blog da solo non ti porta folle: il traffico che arriva da Google ai siti piccoli è calato del 60% in due anni (Chartbeat, marzo 2026). Il suo lavoro è rispondere bene a chi ti sta già valutando, e farsi trovare da chi cerca proprio la domanda a cui rispondi tu.

Per questo lo metto terzo, dopo la pagina e la mail. Quando c’è, lavora anche nei mesi in cui non pubblichi niente.

Sito web o blog, la differenza: il sito sono le pagine che cambiano poco, il blog sono gli articoli con una data che si aggiungono nel tempo, e di solito stanno sullo stesso indirizzo
Il traffico da Google verso i siti piccoli è calato del 60% in due anni (Chartbeat, marzo 2026). Il blog lavora soprattutto per chi ti sta già valutando.

Vuoi montare la tua casa con qualcuno che guarda il lavoro?

Findable è il corso in cui monti, in ordine, i pezzi che fanno lavorare il tuo nome anche quando non pubblichi: la pagina, la lista, cosa si compra e le email che partono da sole. A ogni pezzo il tuo lavoro lo guardo io, e intanto sei insieme ad altre donne che stanno costruendo la stessa cosa. Da sola, ma senza essere sola.

Domande frequenti

Meglio un sito web o un blog?

Non serve sceglierne uno: il blog è una sezione del sito. Se hai poche ore, comincia dal sito, anche di una pagina sola, con chi sei, cosa fai, per chi e come si comincia. Il blog lo aggiungi dopo, con un articolo al mese che risponde a una domanda vera delle tue clienti.

Posso lavorare solo con Instagram, senza sito?

Puoi, e tante lo fanno. Il profilo però mostra il contenuto di oggi, e chi ti cerca dopo un passaparola deve scorrere per capire cosa fai. Una pagina tua tiene quello che hai scritto una volta, e il link in bio può portare lì.

Che differenza c’è tra un blog e un sito web?

Il sito sono le pagine che cambiano poco: chi sei, cosa fai, contatti. Il blog sono gli articoli, con una data, che si aggiungono nel tempo e rispondono alle domande di chi cerca. Quasi sempre stanno sullo stesso indirizzo.

Da cosa comincio se ho poche ore a settimana?

Dalla pagina che dice chi sei e come si comincia. Poi un modulo per lasciarti la mail, poi un articolo al mese. I social li tieni come fai adesso, e li fai puntare alla pagina.

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